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I Crest di Antonio ZINGALI

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LE MOSTRE

5ª  Mostra - Anno 2013 - Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate - Vittoriano, Roma

 La Quinta Mostra dei Crest di Antonio ZINGALI

   

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ARTICOLO GIORNALE WEB

IL VITTORIANO

Dopo la Prima Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano partecipato vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno. L'idea di onorare una salma sconosciuta risale in Italia al 1920 e fu propugnata dal Generale Giulio Douhet. Il relativo disegno di legge fu presentato alla camera italiana nel 1921. Approvata la legge, il Ministero della guerra diede incarico ad una commissione che esplorò attentamente tutti i luoghi nei quali si era combattuto, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello; e l'opera fu condotta in modo che fra i resti raccolti ve ne potessero anche essere di reparti di sbarco della Marina. Fu scelta una salma per ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare. Le undici salme, una sola delle quali sarebbe stata tumulata a Roma al Vittoriano, ebbero ricovero, in un primo tempo, a Gorizia, da dove furono poi trasportate nella Basilica di Aquileia il 28 ottobre 1921. Qui si procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani. La scelta fu fatta da una popolana, Maria Bergamas di Trieste, il cui figlio Antonio aveva disertato dall'esercito austriaco per arruolarsi nelle file italiane, ed era caduto in combattimento senza che il suo corpo potesse essere identificato. La bara prescelta fu collocata sull'affusto di un cannone e, accompagnata da reduci decorati al valore e più volte feriti, fu deposta in un carro ferroviario appositamente disegnato. Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano. Il viaggio si compì sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma a velocità moderatissima in modo che presso ciascuna stazione la popolazione ebbe modo di onorare il caduto simbolo. La cerimonia ebbe il suo epilogo nella capitale. Tutte le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti, con il Re in testa, e le bandiere di tutti i reggimenti mossero incontro al Milite Ignoto, che da un gruppo di decorati di medaglia d'oro fu portato a S. Maria degli Angeli. Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto veniva tumulato nel sacello posto sull'Altare della Patria. Al Milite Ignoto fu concessa la medaglia d'oro con questa motivazione: "Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria."

SACRARIO DELLE BANDIERE

Quando, nel 1878, morì Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia, si decise di dedicargli un monumento nazionale che avrebbe dovuto sorgere sul colle del Campidoglio a Roma. Il Vittoriano fu inaugurato il 4 giugno 1911, in occasione dei festeggiamenti per il 50° anniversario dell’Unità nazionale. Dal 4 novembre 1921 vi è sepolta la salma di un caduto ignoto che potesse rappresentare tutti i morti in guerra e che è vegliata da un picchetto d’onore accanto ad una fiaccola che brucia perennemente. Nel 1935 vi furono traslate dal Museo di Castel Sant’Angelo le Bandiere di Guerra dei reparti disciolti dell’Esercito, dell’Aeronautica e dei Corpi Armati dello Stato. Dal 1982 le aree in cui sono raccolte le Bandiere di Guerra di Esercito, Aeronautica, Carabinieri e Corpi Armati dello Stato e le Bandiere di Combattimento della Marina sono state unificate nel Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate. Ad oggi, presso il Sacrario sono custoditi anche dei cimeli, relativi alle guerre, soprattutto risorgimentali, a cui hanno preso parte le Forze Armate italiane. Nel primo salone sono conservate 228 bandiere e 469 nel secondo. Al piano inferiore trovano posto le bandiere e gli stemmi di combattimento delle unità della Marina Militare.

Presso il Vittoriano nel 1961, in occasione del 100° anniversario dell’Unità nazionale, fu inaugurato il Museo Sacrario della Marina Militare, comprendente tutte le bandiere da combattimento delle navi italiane, un motoscafo con armamento costituito da 2 siluri e alcune bombe di profondità, denominato MAS 15, ed altri reperti storici significativi, come un esemplare di siluro a lenta corsa, leggendario mezzo d'assalto usato nella seconda guerra per azioni di sabotaggio contro navi nemiche chiamato "maiale"

La Brochure

 

Le mostre sono state realizzate in occasione dei Raduni degli Equipaggi di Nave Ardito. Riconoscimenti sono pervenuti sia dal Comitato Amici di Nave Ardito, con un Certificato di apprezzamento, sia da parte della Presidenza Nazionale dell’ANMI di Roma (Amm. Paolo Pagnottella), con due Attestati, di compiacimento per Meriti speciali e di Merito e Ringraziamento per l'opera svolta.

 

Per info & contatti: Antonio ZINGALI Cell. 327 5812108 – 328 3584428   E-mail : azingali@libero.it

 

 

4ª  Mostra - Anno 2012 - Castello Aragonese, Taranto

 

I Crest di Antonio ZINGALI al 5° Raduno Equipaggi di Nave Ardito

crotonizzati

LA MOSTRA

 

 

3ª  Mostra - Anno 2011 - Accademia Navale, Livorno

 

I Crest di Antonio ZINGALI al 4° Raduno Equipaggi di Nave Ardito

ARTICOLI IL CROTONESE LIVORNO

ALLOCUZIONI 4° RADUNO EQUIPAGGI DI NAVE ARDITO - LIVORNO

ZINGALI              GRILLETTA

I VIDEO

LE FOTO

2ª  Mostra - Anno 2010 - Circolo Sottufficiali Medaglia d’oro Giovanni Agnes, La Spezia

 

I Crest di Antonio ZINGALI al 3° Raduno Equipaggi di Nave Ardito

FOTO MOSTRA LA SPEZIA          ARTICOLI IL CROTONESE

             ARTICOLO          ARTICOLO

ALLOCUZIONI 3° RADUNO EQUIPAGGI DI NAVE ARDITO - LA SPEZIA

Antonio ZINGALI          Giulio GRILLETTA

 

 

1ª  Mostra - Anno 2009 - Castello di Carlo V, Crotone

 

La Mostra dei Crest di Antonio ZINGALI

LA MOSTRA DI CROTONE          FOTO MOSTRA CROTONE          60° ANMI CROTONE

ARTICOLO NOTIZIARIO MARINA           ...di Domenico I MEDURI

 

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