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CENNI DI STORIA IN COLLABORAZIONE CON GIAN CARLO PODDIGHE

 

...di Gian Carlo PODDIGHE

L'ARDITO NEGLI ANNALI


Video dedicato alla STORIA DI NAVE ARDITO

Il quadro è stato realizzato dal pittore Marc SARDELLI è nato a Livorno nel 1930. Ha seguito la sua vocazione artistica superando brillantemente ogni ostacolo e pregiudizio del suo tempo per rispondere a quel richiamo dell’Arte al quale come lui stesso dice “in molti rispondono senza neppur esser stati chiamato”. A Firenze ha affinato le proprie capacità artistiche compiendo gli studi di rito e proseguendo la sua ricerca e la sua attività professionale con viaggi studio nel nord Europa. Pittore legato alla tradizione, ama rappresentare la realtà così come la si vede, realizzando immagini di eventi del passato, attraverso le letture   specifiche che ne raccontano contorni e particolari, lavorando incessantemente nei suoi atelier a Livorno e a Norimberga. Dal 1975 al 1986 ha diretto l'Accademia di belle Arti di Livorno insegnando nel contempo, discipline artistiche e Storia dell’Arte. Nel dicembre del 2000, dopo una attenta selezione a livello nazionale, gli viene conferito il titolo di «Pittore   di Marina» dal Capo di Stato Maggiore della Marina Militare per la lunga e proficua collaborazione artistica nel rappresentare soggetti e temi della Forza Armata. Viene da molto lontano la stretta collaborazione con l’Accademia Navale di Livorno, nel 1981 ha realizzato la litografia ufficiale del Centenario della fondazione della stessa e, per molte edizioni, i manifesti ufficiali del Trofeo Accademia Navale, dipingendo con varie tecniche artistiche, quasi tutta la flotta navale della Marina Militare italiana. Paesaggista e ritrattista, sin dagli anni ‘50 dello scorso secolo ha all'attivo moltissime mostre personali in Italia e all’estero.

 

LE NAVI CHE HANNO PORTATO IL NOME DI ARDITO SONO STATE QUATTRO

 

LA PRIMA NAVE FU UNA PIROCANNONIERA

 

 

Costruita in legno a Livorno, ove fu varata ai primi del 1859, dislocava 274 tonnellate. L’apparato motore, di 40 cavalli, fu costruito dalla Stephenson di Newcastle. La cannoniera, proveniente dalla Marina del Gran Ducato di Toscana e consegnata al Governo Provvisorio del Regno d’Italia costituito l’11 maggio 1859, quando Leopoldo II lasciò definitivamente Firenze, si trovava a Tolone per l’allestimento, quando, nel giugno 1859, venne dichiarata guerra all’Austria. L’unità, armata con personale francese italiano, venne perciò, inviata nelle acque dell’Adriatico per essere aggregata alle navi della Divisione Sarda, impiegate nel blocco militare e mercantile dei porti austriaci. A partire dal novembre del 1865 l’Ardito fu destinata al servizio della Stazione Italiana sul fiume Paranà, in Sud America. Per il poco pescaggio poteva risalire fino al Paraguay, dove era necessaria la presenza dei soldati italiani per la protezione degli interessi nazionali in quel Paese. L’unità fu coinvolta in vari episodi relativi, appunto, alla tutela degli interessi italiani in quella zona del Sud America dove rimase fino al 1879, quando passò in disarmo a Montevideo e venne radiata dai quadri del Regio Naviglio. Già presente nelle acque di Mola di Gaeta, venne adibita al servizio di vigilanza per l'osservanza del blocco di Gaeta. Il 13 gennaio ancorò a Mola di Gaeta ed il 18 davanti a Sperlonga con la Confienza, la Veloce e la Vinzaglio. Il 22 gennaio 1861 il suo comandante chiese ed ottenne di poter partecipare all'azione di fuoco contro le batterie di Ponente di Gaeta. Dopo la resa della piazzaforte, avvenuta il 13 febbraio, restò in porto fino al 20 febbraio e quindi rientrò a Napoli. Comandante L.T.V. Antonio Ansaldi

 

LA SECONDA FU UN CACCIATORPEDINIERE DELLA CLASSE INDOMITO

 

 

Appartenente alla classe Indomito, fu costruito dai Cantieri Navali “Orlando” di Livorno e varato il 20 ottobre 1912. Entrato in servizio nel 1914. Le sue caratteristiche erano: dislocamento 776 tonnellate, lunghezza 73 metri, larghezza 8 metri, velocità 30 nodi. Era armata con 5 cannoni da 102/35, 1 cannone da 40/39 e 4 tubi lancia siluri. Appena entrato in servizio fu assegnato alla 1ª Squadriglia Cacciatorpediniere della 1ª Squadra Navale partecipando ad esercitazioni nel Tirreno, nell’Ionio e nella acque siciliane fino all’entrata in guerra dell’Italia a fianco dell’Intesa. Venne quindi assegnata alla Divisione Esploratori, disimpegnò servizio di sbarramento mobile del Canale d’Otranto, effettuò ricognizioni a carattere offensivo in acque dalmate e venne impegnato per la difesa costiera del fronte terrestre fino ad Ancona. Alla data del’Armistizio fu tra le prime unità ad entrare a Pola e a scortare a Venezia le navi Austro-Ungariche, preda bellica del’Italia. Dalla fine della guerra svolse una notevole attività con la Squadra Navale e venne impiegato sia dall’Accademia Navale e dalla Scuola Cannottieri di Pola per l’istruzione pratica degli allievi. Dal 1928 fu unità di riserva della Divisione Speciale a Venezia ed effettuò missioni di collegamento con l’Istria, prima di essere posta in disarmo nell’estate del 1931.

 

MEDAGLIA DELLA RN ARDITO RITROVATA DAL SIG. LUCA PESCAGLINI

 

Qui di seguito la email che mi ha fatto giungere:

Salve, sono un appassionato di militaria, nel tempo libero faccio ricerche con metal detector alla ricerca di cimeli. Ieri in un contesto di accampamenti americani WW2 insieme ad altre spille ho rinvenuto anche una medaglietta/ciondolo della R. N. Ardito che credo fosse distribuita al personale di bordo, le dimensioni sono di 3 cm ed il luogo del ritrovamento è in provincia di Pisa ( vicino zona Tombolo/CAMP DERBY), in quella zona erano presenti le retrovie U.S. che attaccavano la linea gotica. Visto il luogo del ritrovamento, presumibilmente  questa medaglietta è stata presa come souvenir o preda bellica da qualche soldato della 92° Divisione Buffalo. Cercando un identificazione più precisa, mi sono imbattuto nel vostro sito. Allego dunque una foto purtroppo non è in perfette condizioni ma nonostante i 70 anni passati sottoterra le sue condizioni sono buone... decidete voi se aggiungerla alla pagina dei cimeli o meno.

P.S. se per caso avete qualche informazione in più sull'oggetto gradirei riceverle. Mi scuso per il disturbo e vi ringrazio per l'attenzione.

Saluti Luca

LA TERZA NAVE FU UNA TORPEDINIERA

 

 

Appartenente alla classe Ciclone, fu costituita dai Cantieri Ansaldo di Genova Sestri e varata il 16 marzo 1942. Dislocava 1652 tonnellate, era lunga 88 metri, larga 10 ed aveva una velocità di 35 nodi; armata con 4 lancia siluri binati da 450 mm, 3 cannoni da 100/47, 6 mitragliere da 20/70 in impianti binati e 2 in singoli nonché 4 lancia bombe antisommergibile. Nell’estate del 1942 fu organicamente assegnata alla 3.a Squadriglia Torpediniere di Scorta, presso la quale svolse un intenso periodo di campagna addestrativa. Durante lo stesso anno operò in Tirreno e svolse 26 missioni di scorta a navi mercantili italiane e tedesche, isolate o convogliate, nel Mediterraneo Centrale e, più specificamente, fra l’Africa Settentrionale ed i porti della Grecia. Concorse, il 24 dicembre 1942, all’affondamento del sommergibile britannico P 48. Nel corso del 1943 e fino all’ Armistizio, effettuò altre 28 scorte a navi mercantili, durante le quali, reagendo attacchi di bombardieri ed aerosiluranti, abbatté 4 aerei. All’atto dell’Armistizio si trovava a Bastia da dove riuscì a sfuggire ad una azione dei tedeschi che volevano impadronirsene ma, giunta a Portoferraio per riparare le avarie riportate in combattimento,fu catturata ed incorporata nella Marina Germanica con il nome di TA 26. Mancano notizie sull’attività disimpegnata sotto bandiera tedesca ma, molto probabilmente,essa fu adibita alla difesa del traffico nell’Alto Tirreno finché non affondò, a seguito di un sabotaggio, al largo di Rapallo il luglio 1944.

 

LA QUARTA NAVE FU UN CACCIATORPEDINIERE LANCIAMISSILE

 

 

Scheda Tecnica

 

Cantiere:

Italcantieri Spa  - Castellammare di Stabia
Impostazione: 1968
Varo: 27 Novembre 1971
Completamento: 1973
Radiazione: 2005

Dislocamento:

Pieno carico: 4.554 Tonn.

Dimensioni:

Lunghezza: 140,7 mt.
Larghezza: 14,7 mt.
Immersione: 4,5 (6,4) mt.

Apparato motore:

4 Caldaie Foster-Wheeler
2 Turbine Ansaldo General Electric
Potenza: 73.000 HP (53.676 kW)

Potenza elettrica 5.200 kW

Velocità:

33 nodi

Autonomia:

4.000 miglia a 25 nodi

Armamento:

1 Sistema lanciamissili standard SM-1MR
1 Sistema lancaimissili Teseo Mk2
1 Sistema lanciamilli Albatros/Aspide
1 pezzo da 127/54 mm.
4 pezzi da 76/62 mm.
6 tubi lanciasiluri ASW 324 mm.
2 elicotteri

Equipaggio:

30+350

 

Impostato presso in Cantiere Navale “Italcantieri” di Castellammare di Stabia il 10 luglio 1968, fu varato il 27 novembre 1971 e consegnato alla Marina Militare il 6 dicembre 1973. Ha ricevuto la bandiera di Combattimento donata dall’Associazione Marinai d’Italia e dalla Lega Navale Italiana il 29 giugno 1975. L’unità, dopo la sua consegna alla Marina Militare Italiana, ha partecipato ad una Campagna Promozionale in Nord Europa nel giugno del 1977. Il 16 luglio 1979 ha iniziato una crociera intorno al mondo, insieme alla fregata Lupo, visitando quasi tutte le nazione Medio ed Estremo Oriente, toccando la costa occidentale degli Stati Uniti d’America ed attraversando il Canale di Panama; ha fatto infine il suo rientro in Italia nel febbraio del 1980. Ha partecipato alla missione in Libano 2, in tre diversi periodi tra il luglio 1983 ed il febbraio 1984. Dal dicembre 1984 al maggio 1988 ha subito i lavori di conversione di “mezza vita”, volti a modernizzare, in particolare il sistema di combattimento e controllo.

 

 

Alla fine della conversione in Unità Sadoc, ha ripreso l’attività operativa nella Divisione Navale di cui, è oggi, Unità di Bandiera. Dal 1988 è stato impegnato nelle maggiori esercitazioni nazionali e Nato e quest’anno, dopo ben 15 anni dall’ultima volta, e tornato a passare le Colonne d’Ercole per la Campagna Addestrativa in Nord Europa e la partecipazione al Joint Marine Course 96/2, svoltosi in Gran Bretagna. Nel settembre di quest’anno e entrato in Mar Nero, per partecipare all’Esercitazione Classica 96 nell’ambito del programma Partnership for Peace, giungendo prima in Romania e poi Ucraina, a Yalta, insieme a Nave Orsa, prime Unità della Marina Militare a farvi sosta. Caccia multiruolo. lo scafo è ripartito in 16 compartimenti stagni, prora a bulbo con accentuata insellatura. Nel 1987-90 il caccia è stato ampiamente rimodernato con notevole potenziamento dell'armamento: a fronte dello sbarco del pezzo prodiero sopraelevato da 127/54 mm sono stati imbarcati in posizione centrale i lanciatori per i missili di superficie "Teseo", nonché il lanciatore ottuplo del sistema Albatros per missili Aspide. I cannoni da 76/62 mm del tipo "compatto" sono stati sostituiti con quelli di più avanzata versione "super-rapido".

 

Nave ARDITO a pacchetto con la gemella Molo Lagora La Spezia - Foto di Mauro DI MAURO

 

IL SALUTO ALLA NAVE

 

Dal 1° ottobre 2005 è stata posta in disarmo.

Nel settembre del 2006 è stata ammainata per l'ultima volta la bandiera.

Nel 2018, viene venduta alla Turchia, ad Aliaga Izmir nei cantieri di Instabul Shipyard, per farla demolire.

L'8 marzo 2018 dopo i lavori di carenaggio per la messa in sicurezza, vengono fatti i preparativi per la partenza a traino con il rimorchiatore Marc Andrea di Napoli, ma le condimeteo avverse non la faranno salpare.

L’Ardito non parte !!!

(di Danilo Minolfi) Forse Nettuno ha accolto la richiesta di una nave "orgogliosa" che non vuol soccombere alla fiamma ossidrica, men che meno in terra straniera, e ha scatenato la "tempesta e i flutti" che più volte abbiamo invocato in navigazione da quel ponte ad ogni ammaina bandiera.

L’aggettivo "orgogliosa" non è un titolo di superbia.

L’orgoglio che intendo deriva dalla preziosa attività che questa splendida nave, grazie al suo equipaggio, ha svolto nel corso degli anni.

Ha forgiato chi ci ha navigato, al servizio della Marina, dell’Italia e di quanti nel mondo si sono posti sotto la protezione della sua Bandiera.

Tutto questo senza mai risparmiarsi.

10 marzo 2018. L’Ardito non salpa!

Siamo qui in Arsenale, incuranti della pioggia, giunti da ogni dove d’Italia, convinti di salutare la Nostra Nave per l’ultima volta, ma la partenza è rinviata; Nettuno non vuole!

Tra noi facce nuove e da sempre conosciute, tutti legati da un affetto comune che si chiama Ardito, e un groppo alla gola mi sale quando nell’aria vola sentito il saluto alla voce nel triplice NIHIL OBEST.

L’Ardito è lì al Molo Lagora, da noi distante, legata alla gemella, sbiadita nei colori e mutilata nelle sovrastrutture; orfana in attesa di un affido crudele.

Sembrerebbe porci la domanda: "Ma cosa vi ho fatto di male per meritarmi questo destino?"

Non ci ha fatto nulla, anzi, a volte siamo stati noi a trattarla con poco riguardo: le abbiamo aperto la prua contro un’onda, a volte l’abbiamo mandata a sbattere in banchina, le abbiamo dato fuoco, sfinite le caldaie, bloccate le pinne…, ma lei ha sempre resistito "più forte del ferro che cinge le nostre navi".

Il destino iniziale di ogni nave è stare sopra l’acqua.

Il destino finale di una nave come l’Ardito dovrebbe essere quello di stare sott’acqua.

Sarebbe come sapere dove una persona cara è seppellita e non come un disperso senza riferimenti.

Confesso che più volte ho pensato che durante la sua ultima navigazione succedesse qualcosa che ne provochi l’affondamento al largo, magari con l’aiuto di qualcuno dei NOSTRI che volesse emulare la MOVM Ferraro.

Ma questo lo posso solo pensare e non dire.

22 marzo 2018 ore 11:30 L’Ardito è salpato!

Ancora una volta è stato dato compimento alla storica, miope ingratitudine di chi ci guida senza conoscere il nostro mondo, guida che però è sempre stata prodiga nel richiedere gli altrui sacrifici.

L’Ardito è comunque presente in ognuno di noi finché avremo memoria, finché avremo vita. NIHIL OBEST!