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Cristiano BETTINI
Ammiraglio di Squadra (r). Nel corso della lunga esperienza professionale a bordo di navi militari, sia in ruoli di staff che di Comando, ha preso parte a tutte le principali missioni multinazionali e NATO del Paese dal 1982, operando poi sia presso lo Stato Maggiore della Marina e quello della Difesa, sia presso il Comando di Vertice Interforze. Dal 2002 al 2005 è stato Addetto per la Difesa e la Marina in Gran Bretagna, con accreditamento per l’Irlanda. Ha altresì maturato numerosi anni di esperienza diretta nel settore della formazione e dell’impiego del personale, prima quale docente e, successivamente, nel grado di Ammiraglio, negli incarichi di Comandante dell’Accademia Navale, Ispettore delle Scuole e Direttore del Personale della Marina Militare, Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. All’impegno professionale ha affiancato numerose esperienze su velieri e yacht d’altura, in tutto il Mediterraneo, Atlantico e Mar Nero, estese al campo della progettazione nel passato. Come comandante del yawl Corsaro II ha effettuato due transatlantiche a vela. Ha pubblicato per Laurus-Robuffo edizioni: Processi decisionali in ambiente complesso (2001), La formazione etica (2002) e Oltre il fiume Oceano (2016).Ha conseguito la laurea magistrale in Scienze navali e marittime, e la laurea magistrale in Scienze politiche.
 
I LIBRI
 
SCAFI CLASSICI A VELA
Le forme degli scafi d’altura a vela si sono evolute per ottenere il miglior equilibrio dinamico e tenuta al mare a tutte le andature: sono queste le qualità principali e più ricercate e l’indicatore della qualità complessiva del progetto, ancor prima della pura velocità. Tutti i compromessi ricercati nello sviluppo del design, anche quando condizionati dai Regolamenti di stazza per le regate, sono volti ad ottenere un compendio armonioso di caratteristiche efficaci, che si integrano proprio nelle forme. Il segreto dell’equilibrio e del moto di un’imbarcazione a vela risiede nella continua interazione e nella simmetria tra le superfici immerse nell’acqua e nell’aria, ma sul piano velico si può intervenire anche successivamente alla costruzione, sullo scafo molto poco; ecco perché per esso sono richieste scelte più vincolanti prima. Solo guardando dentro la confluenza di forme e caratteristiche che identificano ogni scafo a vela adatto alla navigazione d’altura, potremo prevederne il comportamento in mare, comprendendo quali logiche e quali scelte siano all’origine di ciascun progetto, che mira a rispondere a precisi requisiti di idrodinamicità, bilanciamento, abitabilità, governabilità e velocità, perfezionati in molti decenni di design e prove.
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Diritti d'autore, come sempre , in beneficienza.
 
COME PROGETTAVAMO I VELIERI
 

Il XVIII secolo registra, dopo duemila anni dalla scoperta della legge idrostatica di Archimede, un cambio di passo radicale per l’Architettura navale, che avviene in epoca velica e si concentra scientificamente nei primi decenni del secolo, sebbene la segretezza imposta ad architetti e costruttori abbia ritardato di diversi decenni la divulgazione dei nuovi metodi di progetto e calcolo. Tale svolta si rese possibile grazie agli sviluppi dell’analisi matematica e della meccanica razionale in epoca di rivoluzione scientifica ed illuminista, dovela scoperta dell’equilibrio degli scafi basato sul metacentro, avvenuta verso la metà del secolo stesso ad opera del matematico Eulero e del fisico Bouguer, rappresenta il passo più emblematico di questa svolta epocale, ancora alla base dell’Architettura navale contemporanea. Negli stessi anni gli studi sulla dinamica dei fluidi e sulla resistenza al moto in essi dei corpi solidi, portati avanti da Stevin, Newton, J. Bernoulli, Leibnitz e più tardi da Froude, venivano sviluppati proprio in campo navale. I testi antichi esaminati dall’Autore provengono da Francia, Gran Bretagna, Olanda, Svezia, Spagna, Danimarca, Portogallo, Stati Uniti d’America, dagli Stati italiani pre-unitari e, per via indiretta, dalla Russia. Una singolarità rilevabile ancor oggi è la scarsissima permeabilità tra studi delle varie nazioni, fatta eccezione per le principali competitrici dell’epoca, Gran Bretagna e Francia. L’Autore sviluppa il tema storico e progettuale in modo inedito ed integrandolo con la propria esperienza di governo in mare sia dei grandi velieri che degli yacht, cercando di renderlo accessibile ad un’ampia platea di lettori. Capitoli a parte sono dedicati allo Yachting, che pur nascendo da basi comuni con l’Architettura navale, se ne distaccò progressivamente assumendo una forte autonomia progettuale dai primi decenni dell’Ottocento.

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Ecco la scheda di preview della casa editrice sul terzo volume che uscirà ai primi di gennaio di COME PROGETTAVANO I VELIERI - Alle origini dell'architettura moderna di navi e yacht, tre volumi nei quali ho raccolto la mia esperienza di storia occidentale, design e vela per descrivere come nascono progettualmente le navi ( Ardito compreso !) e gli yacht odierni, come si può vedere dagli indici. La materia non è trattata in altri libri, almeno in Italia; i due primi volumi hanno anche vinto un premio speciale per il miglior saggio del 2019 in materia nautica.   Cristiano Bettini
 
 

 

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EULERO, UN GENIO MATEMATICO A BORDO
Quasi tutti noi, anche inconsapevolmente, usiamo ogni giorno prodotti tecnologici basati sulle applicazioni matematiche di Eulero o, nella formazione scolastica, abbiamo incontrato le sue formule e dimostrazioni. Pochi sanno tuttavia che gran parte delle sue ispirazioni iniziali vennero dalle inaspettate quanto illuminanti esperienze navali, spinto dal monarca prussiano Federico II prima e dalla zarina Caterina II poi, per migliorare le loro flotte. Nell'autunno del 1778, a settantun' anni, ormai quasi cieco, Eulero, stimatissimo e conosciuto ovunque in Europa, sta riordinando ed annotando, nello studio della sua casa a S. Pietroburgo, i propri appunti di circa sessant'anni di lavoro; aiutato dal figlio Karl Johan e dal giovane nipote Nikolai Fuss, entrambi matematici, intende lasciarne una memoria ordinata, un "regalo non ingrato", per usare le sue parole. Nello stesso autunno un giovane pittore tedesco poco più che trentenne, J.F. Auguste Darbès, ha da poco completato il suo ritratto, l'ultimo, dopo averne tratteggiato un studio a matita. Di questi suoi studi ci parla in prima persona il grande matematico in questo breve scritto che intende condensare, in modo aderente ai suoi lavori ed all'autobiografia, alcune delle sue intuizioni e contributi alla scienza ed alla tecnologia, ancora del tutto attuali, ed in particolare alla progettazione navale e nautica del secolo dei Lumi, avviati e consolidati dalle esperienze vissute sui vascelli settecenteschi.
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OLTRE IL FIUME OCEANO
L'epica impresa sostenuta dalla Marina romana nella conquista della Britannia appare ancor più straordinaria se esaminata alla luce degli elementi emersi in anni recenti in discipline diverse, integrati tra loro. In particolare una finestra nuova si dischiude su questa impresa se la si indaga con l'esperienza dell'autore in una prospettiva marittima e navale: qui la sfida operativa, tecnologica e logistica appare ancora più ardua a fronte della barriera culturale di un Oceano divinizzato, fiume di confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti, in un contesto naturale sconosciuto ed aspro come quello dei mari del nord. Ne emerge anche una visione più completa di questa impresa, ove, già dalla seconda spedizione di Cesare, si consolidò un modello operativo e logistico expeditionary di impronta moderna, in grade di proiettare forza e stabilità in tutte le Provincie romane. Le spedizioni di Cesare, Claudio e Costanzo Cloro, che occupano oltre tre secoli in momenti diversi della storia romana, hanno visto nella Classis Britannica uno strumento evoluto ampiamente descritto nel testo, in grado di raccogliere la sfida e capace di sollecitare l'immaginazione, suscitando la nostra ammirazione, come quella dei Paesi che si affacciano sui mari del Nord, nei quali la civiltà romana ha lasciato la sua traccia e la sua eredità millenaria.
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LA FORMAZIONE ETICA
Socrate si stupiva che ci fossero scuole che preparavano i cavalieri, i marinai, i soldati per l'esercizio del mestiere delle armi ma non ci fossero scuole che preparavano a diventare uomini. Questo volume è indirizzato a tutti gli educatori, Ufficiali, Funzionari e Docenti che contribuiscono alla formazione etica di giovani nei primi anni del loro percorso accademico e professionale nelle Forze Armate o nei Corpi armati dello Stato, per prepararli a diventare uomini e donne più consapevoli e motivati. Tuttavia il possesso dei valori fondamentali, necessari ad un esercizio responsabile della professione, non comporta un'automatica capacità di trasmetterli; la trasmissione dei valori etici è complessa, sofisticata, perché investe il colloquio tra generazioni e la parola e l'esempio sono ancora gli strumenti più efficaci, unitamente alla disciplina in senso lato. Gli argomenti contenuti in questo libro intendono contribuire a migliorare la conoscenza e rendere così più agevole la trasmissione degli elementi fondamentali che caratterizzano l'etica di chi opera al servizio delle Istituzioni.
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PROCESSI DECISIONALI IN AMBIENTE COMPLESSO
La accresciuta evidenza che la non linearità, imprevedibilità ed irreversibilità della maggior parte dei fenomeni emergenti nei sistemi aperti nei quali siamo immersi, sono aspetti di una più estesa nozione di instabilità, non investe solo la natura e l'ambiente ma l'economia, l'innovazione tecnologica, le dinamiche sociali e non ci consente di continuare ad usare solo modelli semplificati e strumenti analitici e previsionali tradizionali. Questo è ancor più valido nel settore della Difesa e Sicurezza, che per sua natura si muove in aree di crisi dove la prevedibilità è ancor più aleatoria per l'incidenza di un numero straordinariamente alto di fattori di rischio e di sensibilità a cambiamenti continui ed è necessario ragionare secondo logiche integrate ed adattive, tipiche della complessità. Partendo dalle prime organizzazioni navali delle flotte nella seconda metà del XVIII secolo, l'autore ripercorre la lunga evoluzione del comando e controllo in mare, per poi esaminare i principali insegnamenti che ci vengono offerti dalla teoria dei sistemi dinamici e della complessità, con i quali far affrontare oggi con maggiore efficacia le problematiche emergenti.
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